ALFREDO ANGELICI

Si forma studiando in Italia ed all’estero: prima, il diploma all'Accademia Internazionale di Teatro di Roma e successivamente alla Ecole Philippe Gaulier di Parigi dove ha incontrato ed affinato le tecniche di Jacques Lecoq e l’amore per le maschere (dal buffone al clown). Nel tempo ha continuato a seguire pedagoghi e maestri in un’ottica di formazione permanente: Pierre Byland per il clown, Geraldine Baron per avvicinarsi al “metodo”, Enrico Bonavera per la commedia, Nicolai Karpov per la biomeccanica, Gabriele Lavia per la Tragedia Greca, e così via...

La sua carriera lo ha visto lavorare sia con i “padri” del teatro -- da Giuseppe Patroni Griffi a Giorgio Albertazzi e poi Gabriele Lavia, Antonio Calenda, Armando Pugliese, Roberto Guicciardini -- che con i “figli”, registi e drammaturghi come Alessandro Gassman, Gabriele Russo, Lucia Calamaro, Marcello Cotugno...

Preso dal sogno di portare avanti una ricerca personale ha scritto e prodotto diversi spettacoli, "schiantandosi varie volte contro il muro del fallimento economico", come ama ricordare.

La curiosità lo ha ha portato poi ad avvicinarsi alla radio, come conduttore e giornalista, da menzionare il suo radio show satirico di approfondimento culturale Lo Stato Interessante.

Durante i fortunati anni dei bandi Europei, ha potuto scambiare e portare i suoi lavori di ricerca teatrale in molti paesi, fino ad approdare in Svezia presso il centro di ricerca teatrale Teatermaskinen col quale ha collaborato per tre anni.

L’ ultima scrittura è stata con il Teatro Stabile dell’Umbria con Nostalgia di Dio, per la regia di Lucia Calamaro, che ha debuttato alla Biennale di Venezia nel luglio 2019.

A proposito di Zona Rossa:

Quando il Teatro Bellini mi ha contattato per entrare (nel vero senso della parola) in Zona Rossa prima sono rimasto in silenzio, poi ho pensato alla follia dell'atto, però quella nobile, la follia che porterebbe gli eroi dei romanzi ai grandi trionfi perché viene dalla volontà di chi vuole il mondo come deve essere. Poi al Teatro Bellini e quindi all'attualità del segreto di Pulcinella, per il quale "laddove c'è una catastrofe c'è una via d'uscita", lui oggi farebbe un gesto comico (noi politico?) e mostrerebbe la possibilità di un'altra storia e cosa può un corpo quando ogni azione diventa impossibile.

Ma soprattutto ho capito che tutti i burli sono zurli, vedete un burlo. È uno zurlo? Non necessariamente perché non tutti i zurlii sono burli.

Alfredo Angelici

FEDERICA CARRUBA TOSCANO

Classe 1989. Frequenta l’Accademia Europea d’Arte Drammatica Link Academy di Roma, dove si diploma nel 2012.

Fin da subito collabora con Vuccirìa Teatro, fondata da Joele Anastasi ed Enrico Sortino, debuttando con la prima pluripremiata pièce nel 2013, Io, mai niente con nessuno avevo fatto, poi continuando con altri quattro spettacoli, tra cui Immacolata Concezione, vincitore dei Teatri del Sacro 2017, e David, che ha debuttato nell'ambito del Napoli Teatro Festival Italia 2020. A teatro lavora anche con Marcello Cotugno, Gabriele Russo, Tullio Solenghi, Nicola Pistoia, Giuseppe Miale Di Mauro, Ninni Bruschetta, Paolo Triestino, Luciano Melchionna, Martina Badiluzzi. Nell’estate del 2019 debutta al LV Festival del Teatro Greco di Siracusa, diretta da Tullio Solenghi nella Lisistrata. Nel 2020 è stata impegnata nel debutto di The Making of Anastasia, spettacolo vincitore del Bando Registi Under 30 Biennale College Teatro, diretto da Martina Badiluzzi nell'ambito del 48. Festival Internzionale del Teatro di Venezia. Il 2020 l'ha vista impegnata negli allestimenti de La pacchiona, con la regia di Marcello Cotugno, prodotto dal Teatro Stabile di Catania e de Il colore venuto dallo spazio, prodotto dal Teatro Bellini di Napoli e diretto da Gabriele Russo.

Ancora Al cinema, il suo debutto è con Graziano Diana nel film Taodue Libero Grassi, dove incontra Giorgio Tirabassi, che la vorrà nella sua opera prima Il Grande Salto. Ancora al cinema recita nel film Il Tuttofare, diretto da Valerio Attanasio ed in Dog Sitter, diretto da Fulvio Risuleo.

A proposito di Zona Rossa:

Ho trovato un nido nel teatro, per la forte unione che, come rito, crea tra gli esseri che vi partecipano. È indissolubile il legame sancito fra chi sceglie di condividere un'evocazione, un giocoso movimento dell'anima e del corpo, anche se con perfetti estranei, in una grande stanza con una cornice vuota pronta per essere riempita di chissà cosa. Ho sempre sentito che il teatro mi desse la libertà di svincolarmi dal commento esteriore degli eventi, perché in questo spazio vuoto tutto è, tutto può essere fino in fondo. Non riesco ad immaginare una condizione migliore di Zona Rossa, per rendere onore a questo straordinario incontro tra il teatro e la vita. E se avessi dovuto immaginare il luogo perfetto per questo esperimento, sarebbe stato il Teatro Bellini, che mi ha fatta sentire accolta così come Napoli, la casa che ho scelto.

Federica Carruba Toscano

PIERGIUSEPPE DI TANNO

Nasce a Teramo il 24.01.1983. Si diploma come attore presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma nel 2006. In teatro crea insieme a Roberto Latini, Davide Iodice, Industria Indipendente, Lorenzo Salveti, Giancarlo Sepe, Paolo Magelli, Benedetto Sicca, Andrea Baracco, IfHuman, e altri. Il suo percorso vive anche la danza: nel corso della sua esplorazione è diretto da Constanza Macras (École des Maitres 2013), Jan Lauwers, e studia con Gabriela Carrizo (Peeping Tom) e Raffaella Giordano. Grazie a Masaki Iwana incontra la danza butoh.

In qualità di trainer ha curato la preparazione fisica di varie compagnie in Europa, da Bruxelles a Istanbul, e in India. Negli ultimi anni ha creato performances site-specific ospitate in Italia e in Scozia.

Vince il Premio UBU 2018 come migliore attore o performer under 35. Fa parte del cast della serie Romulus creata da Matteo Rovere.

A proposito di Zona Rossa:

In questo mondo nuovo io sento di essere stato chiuso fuori, non dentro. Fuori dal rito, da ogni buio in cui abbandonarsi, dal miracolo del non-luogo. Torno alla scena come si va incontro alla salvezza, per l’ennesimo Decameron mentre fuori si compie il massacro dell’immaginazione: la gente di teatro sa di essere una specie non protetta.

Questo non è un gesto d’esposizione ma, al contrario, un tentativo di invisibilità. Torno nel Teatro per celebrare il mistero della mia scomparsa.

PierGiuseppe Di Tanno

LICIA LANERA

Licia Lanera fonda nel 2006 a Bari la compagnia teatrale Fibre Parallele insieme a Riccardo Spagnulo. Realizza come regista e attrice i suoi primi lavori Furie deSanghe - Emorragia Cerebrale, Duramadre (2011), Lo splendore dei supplizi (2013), La beatitudine (2015). Nel 2011 vince il Premio Landieri come miglior attrice italiana giovane. Nello stesso anno sono assegnati alla Compagnia il premio Lo straniero per il teatro e il premio Hystrio– Castel dei Mondi. Nel 2012 inaugura a Bari Agli Antipodi, progetto dedicato alla formazione teatrale, tenuto dagli attori della compagnia. La compagnia organizza seminari con artisti provenienti da tutta Italia e ospita residenze per compagnie prive di spazio prove. Dal 2010 Licia si è dedicata alla formazione teatrale. Nel 2012 studia con Luca Ronconi alla Biennale Teatro Venezia e nel 2014 debutta al Piccolo Teatro di Milano recitando nella Celestina di Fernando De Rojas diretta da Luca Ronconi. Nel 2014 vince il Premio Eleonora Duse, il Premio Virginia Reiter e il Premio UBU come migliore attrice italiana under 35. Con la produzione di Fibre Parallele, Lanera dirige e interpreta nel 2016 Orgia di Pier Paolo Pasolini e nel 2017 The Black’s Tales Tour, sua prima drammaturgia. Nel 2018, per identificare le sue più recenti creazioni e produzioni artistiche, Fibre Parallele cambia nome in Compagnia Licia Lanera che, supportando diversi progetti teatrali, diventa un’impresa culturale. Nello stesso anno la compagnia ha prodotto lo spettacolo Mamma di Annibale Ruccello, interpretato e diretto da Danilo Giuva. A marzo 2018 è docente presso “La scuola per attori” del Teatro Stabile di Torino per cui cura lo spettacolo conclusivo del ciclo: la regia di Roberto Zucco, tratto dal dramma di Bernard-Marie Koltès, spettacolo che debutta nell'ambito del Festival delle Colline Torinesi nel mese di giugno dello stesso anno. Nello stesso anno Licia Lanera è impegnata nella direzione artistica di Cuore di Cane di Michail Bulgakov, progetto che ha visto la sua prima forma di lettura nel novembre 2017 in occasione della partecipazione alla trasmissione radiofonica di Rai Radio 3. Nel mese di ottobre 2018 dirige e interpreta Guarda come nevica 1. Cuore di Cane di Michail Bulgakov, primo spettacolo della trilogia Guarda come nevica dedicata ad autori russi che vede come co-produttore il TPE – Fondazione Piemonte Teatro di Torino per tutti i capitoli della trilogia. Per lo spettacolo teatrale Cuore di cane, Licia Lanera e Tommaso Danisi sono stati tra i finalisti dei Premi Ubu 2019 rispettivamente per il ruolo di miglior attrice e di migliore progetto sonoro. Nei mesi di giugno e luglio 2019 Licia Lanera è docente presso “La scuola per attori” dell’Associazione Culturale Cassipoea di Roma per cui cura la regia di Le Rane di Aristofane, spettacolo conclusivo dei diplomati dell’accademia. Nel mese di novembre 2019 dirige e interpreta Guarda come nevica 2. Il gabbiano di Anton Cechov, secondo spettacolo della trilogia Guarda come nevica dedicata ad autori russi. A dicembre 2019, cura la direzione artistica e la regia degli spettacoli di prosa che hanno animato la riapertura del teatro comunale “Niccolò Piccini” di Bari: quattro estratti di tre diverse commedie di Eduardo De Filippo e diverse performace di attori e danzatori all’esterno del teatro. Durante il lockdown del marzo del 2020, scrive il terzo capitolo della Trilogia che debutta a fine agosto del 2020 al Festival delle Colline Torinesi come Guarda come nevica 3 I sentimenti del maiale da lei diretto e interpretato. Nel mese di settembre, si reca alla Mostra del Cinema di Venezia, dove nel circuito Giornate degli Autori, ha debuttato Spaccapietre, l’ultimo film di Gianluca e Massimiliano De Serio. Licia è la protagonista femminile del film, girato nella primavera del 2019.

A proposito di Zona Rossa:

Ho usato un’infinità di volte l’espressione: “il teatro è la mia casa”. Se ciò che dico e ridico, che scrivo e riscrivo è vero, Zona rossa è il mio posto. Dopo tanta lontananza, vado a fare il pieno di teatro, vado a fare il pieno di vita, dunque.
Fuori il mondo è brutto, ci sono le file davanti ai negozi, c’è il covid, lo sconforto di un anno desolato, le bollette da pagare, gli orecchini in regalo a Natale (ma quante volte vi devo dire che NON HO I BUCHI?).
Dentro invece ci può essere il mondo che voglio, basta inventarlo.
Il teatro è la mia casa, dal 20 dicembre abito a Napoli, in via Conte di Ruvo 14.

Licia Lanera

PIER LORENZO PISANO

Regista e autore per cinema e teatro, si diploma in regia presso il Centro Sperimentale di Roma (Scuola Nazionale di Cinema). Esordisce come regista cinematografico col cortometraggio “Così in terra”, selezionato in concorso al 71° Festival di Cannes e in più di cinquanta festival internazionali. Il suo secondo cortometraggio “Antiorario” è prodotto e presentato dal 72° Festival di Locarno. Parallelamente ottiene riconoscimenti dai maggiori premi italiani per la nuova drammaturgia e sceneggiatura, ed è selezionato nel progetto Fabulamundi. Tra i premi che ha vinto, il Premio Solinas, il Premio Riccione - Tondelli, il Premio Hystrio. I suoi testi teatrali sono tradotti in dodici lingue ed il suo lavoro è stato presentato al 72° Festival d’Avignon nel programma Forum des Nouvelles Écritures Dramatiques Européennes. Nel 2019 dirige la messinscena italiana del suo testo “Per il tuo bene” ed è autore in residenza presso il Royal Court Theatre (Londra) per lo sviluppo del suo prossimo testo. Il suo primo romanzo uscirà quest’anno per NN editore.

A proposito di Zona Rossa:

Nell’universo, qualunque processo chimico che possiamo immaginare ha il potenziale di avvenire. Con un tempo infinito davanti, prima o poi le molecole infileranno un percorso casuale che le porterà a creare qualcosa di nuovo. Zona Rossa è una riflessione sulla messa in scena che risuona fortemente sulle nostre vite, in questo momento storico. Ed è una consegna semplice: abbiamo a disposizione un micro-universo, il teatro, una scatola magica lanciata a tutta velocità, e un tempo potenzialmente infinito. Possiamo continuare a creare incastri e nuove molecole, nuove strutture, disperatamente, finché non ci si schianta, fino alla riapertura, sperando in un nuovo big bang, un’esplosione di forme nuove e necessarie.

Pier Lorenzo Pisano

MATILDE VIGNA

Nasce in provincia di Rovigo nel 1988. Dopo la maturità scientifica e una laurea magistrale in Relazioni Internazionali si

diploma nel 2015 alla Scuola del Teatro Stabile di Torino, con la direzione di Valter Malosti. Prosegue la sua formazione con il corso di Alta Formazione di Emilia Romagna Teatro diretto da Antonio Latella. Santa Estasi, il progetto conclusivo del percorso, è vincitore del premio Ubu 2016 come miglior spettacolo e migliori attori under 35 a tutto il cast. In teatro ha collaborato con Valter Malosti, Antonio Latella, Leonardo Lidi, Michele Di Mauro, Liv Ferracchiati, e numerose compagnie indipendenti. Nel 2019 riceve il premio Ubu come miglior attrice under 35.

A proposito di Zona Rossa:

Ripartire.

Dal nulla, da zero, da noi.

Da quella che sempre chiameremo “casa”.

Dallo sguardo esterno.

Chiudersi per aprirsi,

Raccogliersi per esplodere,

Fare dell’incertezza la nostra arma più forte.

E mostrarvela.

Matilde Vigna