L'ultimo Decamerone

L'ultimo Decameronedrammaturgia Stefano Massini regia Gabriele Russo

Stefano Massini, uno degli autori teatrali più eclettici, prolifici e rappresentati che abbiamo in Italia, con L'ultimo Decamerone propone un riscrittura originale del Decameron. Toscano di nascita, Massini ha trovato nella lingua di Boccaccio terreno fertile per realizzare una rilettura completamente nuova, che si differenzia dalle tante rappresentazioni che l'hanno preceduta in primo luogo per la scelta di non affrontare solo alcune fra le cento novelle dell'opera, ma di contenerle tutte. Nelle mani di Massini, le 10 novelle narrate dai 10 protagonisti del Decameron diventano una sola novella: così, tradendo del tutto il testo originale gli è rimasto più che mai fedele. L'allestimento sarà firmato da Gabriele Russo che racconta: «Con Massini, fin dal nostro primo incontro siamo stati subito d'accordo nel non proporre una lettura in chiave filologica dell'opera, che oggi sarebbe risultata anacronistica o già vista e rivista, piuttosto ci siamo interrogati sul perchè all'epoca Boccaccio scrisse il Decameron e quali ragioni di allora possano essere ancora oggi valide. Perchè qualcuno dovrebbe chiudersi in un casolare di campagna e mettersi a raccontare favole? Da cosa fugge? All'epoca, dalla peste. E oggi? Vedremo».

Lo spettacolo avrà le musiche originali di Enzo Avitabile e vedrà in scena il Corpo di ballo del Teatro di San Carlo diretto da Giuseppe Picone che danzerà su una nuova coreografia di Tommaso Tucci. Il progetto, infatti, è frutto di una coproduzione tra la Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini e la Fondazione Teatro di San Carlo ed è, dunque, un evento che si presenta unico fin dalla sua concezione: è la prima volta in Italia in cui un Ente Lirico ed un Teatro di Prosa condividono un importante progetto produttivo. «É un'occasione – prosegue Russo – nata dalla nostra ormai persistente voglia di mettere insieme, sparigliare le carte, creare collaborazioni, ampliare gli orizzonti; una voglia che consideriamo la chiave di volta per creare qualcosa di nuovo, di bello. Abbiamo trovato nella direzione del Teatro di San Carlo disponibilità, apertura e curiosità, e, insieme, ci siamo augurati di dischiudere, con questo esperimento, nuovi scenari e nuove possibilità; di inaugurare, insomma, un nuovo meccanismo che potrebbe essere terreno fertile per l'intero sistema, e, soprattutto, che può diventare un'occasione per il pubblico di vedere in scena spettacoli importanti, che senza la volontà di collaborazione e il coraggio di innovare, sarebbero impossibili da realizzare».