Arlecchino servitore di due padroni

Arlecchino servitore di due padronidi Carlo Goldoni

Finalmente al Teatro Bellini lo spettacolo con cui Valerio Binasco ha incantato critica e pubblico frantumando la tradizione. Il suo Arlecchino guarda più alla commedia all’italiana che alla commedia dell’arte, dando voce a un’umanità vecchio stampo, paesana e arcaica, che ha abitato il nostro mondo in bianco e nero. Famelico, bugiardo, disperato e arraffone questo Arlecchino “contemporaneo” è un poveraccio che sugli equivoci costruisce una specie di misero riscatto sociale. Binasco, cinque volte premio Ubu, scrive: «A chi mi chiede: come mai ancora Arlecchino? rispondo che i classici sono carichi di una forza inesauribile e l’antico teatro è ancora il teatro della festa e della favola».