La Tempesta

Data

Dal 31 Gen 2023 al 05 Feb 2023

Luogo

Teatro Bellini

Costo

A partire da 18€

Nella Tempesta tutti cercano di usurpare, consolidare o innalzare il proprio potere. Prospero trascura il governo, cioè gestisce male il potere, e subito suo fratello, il suo stesso sangue, trama contro di lui insieme al re di Napoli e lo condanna a una morte per acqua. Gonzalo lo salva, fornendogli segretamente la fonte di un potere ben più grande di quello politico: la magia. Ma chi è sradicato non può che sradicare, dice Simone Weil, e così non appena giunto sull’isola, Prospero usa il suo potere magico per sottrarla a Caliban, che prima adotta come figlio e poi trasforma in schiavo. Lo stesso farà con Ariel: lo libera dalla schiavitù ma lo condanna a servirlo per dodici anni. Persino il suo atteggiamento nei confronti di Ferdinando e Miranda è dettato da un mero interesse dinastico. Anche nella Tempesta, come in tutti i romances, c’è il tema dell’unione di due regni.
Non appena mettono piede sull’isola Antonio convince Sebastiano a uccidere suo fratello per divenire re di Napoli. Solo Gonzalo, in un mirabile monologo scritto da Shakespeare con le parole di Montaigne, vaneggia di una società ideale senza violenza in cui ogni bene sia in comune, senza alcuna sovranità, in simbiosi con la natura. Ed è proprio di fronte alla natura che nella prima scena si ribaltano le gerarchie: in un mare in tempesta comanda il Nostromo, non il re, perché “Che gliene importa ai cavalloni del titolo di re!”
Ma in realtà chi comanda davvero è la natura, e quando la natura decide di riprendersi il suo spazio i marinai non possono che intonare il loro saggio requiem: È tutto inutile, preghiamo! Siamo fottuti!
Tutti sono sul punto di morire annegati, ma in realtà non muore nessuno, è più un’immersione battesimale, un’iniziazione nel proprio labirinto interiore al termine della quale, dice Gonzalo, “noi tutti ritrovammo noi stessi quando nessuno era più padrone di sé”. Nella tempesta il sovrannaturale si inchina al servizio dell’uomo, Prospero è del tutto privo di trascendenza, eppure con la sua “rozza magia” imprigiona gli spiriti della natura, scatena la tempesta, e resuscita i morti. Ma sarà Ariel, uno spirito dell’aria, ad insegnargli la forza della compassione e del perdono. “Lo credi davvero, spirito? Io sì, se fossi umano”.
Su quest’isola-palcoscenico tutti chiedono perdono e tutti si pentono ad eccezione di Antonio e Sebastiano, non a caso gli unici immuni alla bellezza e allo stato di estasi che pervade gli altri. Il fatto che Prospero rinunci alla vendetta proprio quando i suoi nemici sono distesi ai suoi piedi, ecco questo è il suo vero innalzamento spirituale, il soprannaturale arriva quando Prospero vi rinuncia, rinuncia a usarlo come arma.
Ma il potere supremo, pare dirci Shakespeare, è il potere del Teatro. La tempesta è un inno al teatro fatto con il “teatro” la cui forza magica risiede proprio in questa possibilità unica e irripetibile di accedere a dimensioni metafisiche attraverso la cialtroneria di una compagnia di comici che calpestano quattro assi di legno, con pochi oggetti e un mucchietto di costumi rattoppati. Qui risiede il suo fascino ancestrale, nel fatto cioè che tutto avviene di fronte ai nostri occhi, che tutto è vero pur essendo così smaccatamente simulato, ma soprattutto che quella forza sovrumana si manifesta solo a condizione che ci sia un pubblico disposto ad ascoltare e a vedere, a immaginare, a condividere il silenzio per creare il rito. L’uomo avrà sempre nostalgia del teatro perché è rimasto l’unico luogo in cui gli esseri umani possono esercitare il proprio diritto all’atto magico.
Durata 105 minuti

 

RASSEGNA STAMPA

“[…] Con il suo nuovo spettacolo, La tempesta appunto […] Serra costruisce una magica meraviglia, perfetta nell’estetica e nel sentimento, nella dinamica e nelle partiture che tra i personaggi si distribuiscono. E di cui gli spettatori sono obbligati partecipanti, davanti a quella magica, enorme pedana di legno grezzo che del palcoscenico teatrale è non solo simbolica base, ma vera anima generativa. Assieme ovviamente a quel gruppo di personaggi innalzati e sommersi dalle alterne vicende di premio e punizione, fino alla grande morale che da mezzo millennio Shakespeare ci porge, oggi efficace quanto necessaria: la giustizia tra i differenti valori (e caratteri, con i loro desideri, sensi e necessità) solo il perdono può però portare a compimento e stabilità. Il perdono che non è qui un bel gesto di fede o di bontà, ma una sofferta conquista personale e razionale, che mostra il proprio solido carattere politico perché è solo la consapevolezza e l’accettazione dei rapporti tra le creature che vi ci possono condurre.”
Gianfranco Capita, il manifesto

“[…] Lo spettacolo che crea, nella sua mirabile Tempesta […], è davvero tramato di sogno. Bravo come l’artigiano che muove le marionette nel Flauto Magico di Bergman, da Mozart, abile come un Colla che anima gli attori come li tenesse sospesi, sul palco, crea uno spettacolo onirico e quindi vero. Condivido e apprezzo la sua lettura. La tempesta è una fiaba magica di purgatoriale sospensione e di perdono.”
Roberto Mussapi, Avvenire

  • Informazioni:

    La Tempesta

    La Tempestauno spettacolo di Alessandro Serra

  • Durata Spettacolo: 105 minuti
Condividi questo evento
Info Parcheggio e Accessibilità
parking
Salva l'evento sullo Smartphone
QR Code

© 2022 Teatro Bellini – P.IVA 07483970633 – C.F. 95016130635 – Powered by: WeSart