Dal 11 aprile Al 26 aprile

GiuRo. Libera Gioventù Bannata dal Tempo

Versi, canti, regia e drammaturgia di Mimmo Borrelli
Calendario
  • Crediti:

    GiuRo
    Libera Gioventù Bannata dal Tempo
    Liberamente “shak-ispirati” al dramma del Bardo

    Versi, canti, regia e drammaturgia di Mimmo Borrelli
    musiche originali eseguite in scena e progetto sonoro Antonio Della Ragione

    con Mimmo Borrelli e Gennaro Di Colandrea
    e la Compagnia Bellini Teatro Factory
    Greta Bertani, Sofia Celentani Ungaro, Filippo D’Amato, Daniela De Riso, Miriam Giacchetta, Cristoforo Iorio, Tarek Ismail, Valeria Martire, Gaia Napoletano, Matteo Ronconi, Giuseppina Ruggiero, Luigi Savinelli, Umberto Serra, Lucia Straccamore

    scene Accademia Belle Arti di Napoli - Cattedra di Scenografia Luigi Ferrigno
    costumi e Maschere Enzo Pirozzi
    luci Salvatore Palladino
    fight choreography Pietro Di Rauso
    aiuto Regia Salvatore Scotto D’Apollonia
    assistente alla scena Mauro Rea
    foto di scena Flavia Tartaglia

    Realizzazione costumi e maschere sartoria Pirozzi: Irene De Caprio, Mariapia Traetta, per le maschere hanno collaborato gli studenti: Claudia Pugliese, Laura Lloret García, Sabrina Oliva, Salvatore Esposito / per la scenografia  gli studenti: Alessia Di Pace, Claudia Pugliese, Roberta Fierro,Laura Lloret García, Sabrina Oliva, Alessandra Avitabile, Salvatore Esposito, Emanuela Bartoli, Lucrezia Maria Aita, Claudia Sabella


    produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini

  • Durata Spettacolo: 220 minuti

N.B. Durante lo spettacolo saranno esplosi 3 colpi di pistola a salve.

Dopo il percorso creativo e il successo de La Cupa, Mimmo Borrelli intraprende una nuova scrittura, che nasce questa volta dall’incontro e dal lavoro con i giovani attori della Bellini Teatro Factory, oggi Compagnia: osservando le loro inquietudini, paure e contraddizioni, sono affiorati, se non esplosi, i segni di un conflitto generazionale profondo, che riguarda padri e figli.

Da queste riflessioni, prende forma una riscrittura ispirata a Romeo e Giulietta, a sua volta ispirato alla novella rinascimentale di Mariotto e Ganozza de Il Novellino di Masuccio Salernitano. La storia si sposta in un paesaggio distopico nei Campi Flegrei, in cui la peste di Shakespeare diventa un mega terremoto che travolge anime, spiriti, generazioni. In questo mondo attraversato da violenza, smarrimento e crisi dei valori, l’amore dei due giovani diventa una forza fragile ma necessaria. Lo spettacolo si trasforma così in un’indagine poetica e teatrale sul rapporto tra generazioni, sulla responsabilità e sul fallimento dei padri, sul destino dei figli, in un tempo oscuro in cui le storie antiche, come archetipi tragici, continuano a parlare del nostro presente. “Un testo sui figli dedicato a mio figlio” dice espressamente Borrelli “e al futuro che gli aspetta: nel pieno conflitto generazionale agito al calvario della passione di un mondo stravolto dove il tempo che trova si perde negli algoritmi dell’orrore che cerca, bannato dagli accadimenti così attuali e sconvolgenti quasi come in un amara previsione di quello che accade nel mondo di oggi”.

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