Dal 19 novembre Al 20 novembre

Spettacolo Teatrale

regia Daniele Russo e Maccio Capatonda
Calendario
  • Crediti:

    SPETTACOLO TEATRALE
    di Marcello Macchia, Paola Pessot, Alessandro Mannucci

    regia Daniele Russo e Maccio Capatonda

    con Maccio Capatonda
    e con Angela De Matteo, Alessandra Schiavoni, Peppe Miale, Marika De Chiara, Sergio Del Prete, Davide Mazzella, Manuel Severino

    scene Roberto Crea
    costumi Enzo Pirozzi
    luci Alessandro Caso, Daniele Russo
    video designer Alessandro Papa
    musiche Mariano Bellopede
    coreografia Isacco Venturini

    produzione Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini, Show Bees, Micidial

Un direttore di teatro sull’orlo del fallimento, un gruppo di attori disperati e un colpo di genio: convincere Maccio Capatonda a debuttare in teatro per salvare la compagnia e il palcoscenico stesso dalla demolizione.
Da qui prende vita una commedia surreale e metateatrale, dove il confine tra realtà e finzione si dissolve: Maccio dialoga con il suo alter ego in video, si confronta con il linguaggio del palcoscenico e con la fragilità – e la verità – dell’essere dal vivo.
Tra equivoci, satire, pubblicità impossibili e improvvisi momenti di poesia, lo spettacolo diventa una riflessione comica e vertiginosa sul mestiere dell’attore, sul potere dell’immaginazione e sul senso stesso del teatro oggi.
Un viaggio ironico e umano che mescola cinema, televisione e palcoscenico, fino a trasformare il teatro in un set… e il set, finalmente, in teatro.

NOTE DI REGIA
Sin dai primi video che, ormai quasi vent’anni fa, mi capitò di vedere su YouTube, ho pensato che il teatro e Maccio Capatonda fossero destinati, prima o poi, a incontrarsi.
La sua comicità surreale, la precisione del linguaggio, il gusto per il nonsense e la deformazione del reale appartengono a una tradizione che in teatro ha radici profonde: da Ionesco a Campanile, dai Monty Python fino a quella forma tutta italiana di comicità “seria”, che gioca con l’assurdo per dire qualcosa di molto vero.
Per questo ho fatto di tutto per convincerlo a gettarsi in questa avventura.
Perché credo che Marcello, prima ancora di Maccio, con il suo sguardo sempre un po’ laterale sul mondo, possa trovare nel palcoscenico un terreno nuovo dove mettersi in gioco, rovesciando il linguaggio, il corpo, i tempi, i ritmi — e sfidandoli tutti insieme.
Lo spettacolo è una riflessione ironica – e a tratti tenera – sul confine tra realtà e rappresentazione, tra video e palcoscenico, tra finzione e verità.
È un gioco continuo di specchi, di doppi, di rimandi, in cui il pubblico viene chiamato a essere parte attiva, spettatore e complice di un grande esperimento comico e umano: un artista che mette alla prova se stesso davanti agli occhi di tutti.
In scena, Maccio è contemporaneamente autore e personaggio, corpo reale e immagine proiettata, attore e “idea” di attore.
E, soprattutto, è tutti i suoi personaggi più iconici ma anche Marcello, che si nasconde dietro Maccio.
Intorno a lui, un gruppo di interpreti che rappresentano il mondo del teatro con le sue contraddizioni, le sue nobili miserie e la sua infinita capacità di rigenerarsi.
Mi piace pensare che questo spettacolo, dietro la sua comicità, parli proprio di questo: del coraggio di esporsi, di sbagliare, di cercare una verità dentro la finzione.
E che, come sempre accade nel teatro, tutto si compia solo nel momento in cui il pubblico è lì, davanti, vivo, a guardare e a farsi guardare.
Daniele Russo

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