Dal 16 marzo 2027 Al 21 marzo 2027

Peccato che fosse una sgualdrina

di John Ford, regia Luca De Fusco
Calendario
  • Crediti:

    PECCATO CHE FOSSE UNA SGUALDRINA
    di John Ford
    adattamento Luca De Fusco e Gianni Garrera

    regia Luca De Fusco

    con Alessandro Balletta, Debora Bernardi, Francesco Biscione, Andrea Codognato, Pierluigi Corallo, Paolo Cresta, Rossella De Martino, Gianluca Merolli, Pierluigi Misasi, Sara Putignano, Mersila Sokoli

    aiuto regia Lucia Rocco
    scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
    luci Gigi Saccomandi
    musiche Ran Bagno

    produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale

“Peccato che fosse una sgualdrina”, tragedia del drammaturgo John Ford, costituisce un vero e proprio dittico con la messa in scena di “Otello” di Shakespeare. Anche in questo caso, infatti, sembra che il testo sia una dimostrazione quasi didattica: quella sull’orrore dell’incesto.

Il dramma racconta l’amore incestuoso tra Giovanni e la sorella Annabella e le tragiche conseguenze quando il marito di lei, Soranzo, scopre la verità: Giovanni uccide Annabella e si fa poi ammazzare da Soranzo. “Peccato che fosse una sgualdrina” è un’opera di grande tensione drammatica dove la passione proibita si contrappone a un mondo ipocrita e corrotto. Alla fine i due fratelli innamorati sembrano gli unici animati da un sentimento positivo come l’amore. E come in “Otello”, il finale mostra Annabella vittima sacrificale secondo una struttura che sembra quasi una sacra rappresentazione al contrario. Questo testo maledetto ha esercitato il suo ambiguo fascino su registi.
Come Luchino Visconti, che ne fece una celebre messa in scena a Parigi con Romy Schneider e Alan Delon, su Patroni Griffi, che ne trasse un film con Charlotte Rampling e Fabio Testi intitolandolo “Addio, fratello crudele”, e anche Luca Ronconi che intitolò lo spettacolo “Peccato che fosse puttana”. Luca De Fusco negli anni scorsi ne ha realizzata una versione per il Teatro Olimpico di Vicenza e ora la ripropone con Mersila Sokoli, vincitrice nella sezione emergenti del Premio Maschere del Teatro Italiano 2025 e Gianluca Merolli che si ricorda, tra l’altro, come protagonista de “Gli spettri” del grande maestro Tuminas. L’ambientazione è astratta e basata su giochi di specchi e video proiezioni.

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