Dal 09 febbraio 2027 Al 14 febbraio 2027

The Barnard Loop

uno spettacolo di Dispensa Barzotti
Calendario
  • Crediti:

    THE BARNARD LOOP
    ideazione e scrittura Alessandra Ventrella e Rocco Manfredi

    regia Alessandra Ventrella

    con Jacopo Maria Bianchini e Rocco Manfredi

    scene Rocco Manfredi e Paolo Romanini
    luci Alessandra Ventrella
    suono Dario Andreoli
    supporto logistico Cie Les Karnavires

    un ringraziamento speciale a Francesco Napoli
    Si ringraziano Émilie Rault, AragoRn Boulanger, Luis Carr, Dorothée Henon, Julien Lemmonier, Amandine Buixeda, Joris Maiotti, Mathilde Letteron, Giulia Guiducci e Emiliano Curà

    produzione DispensaBarzotti
    coproduzione Teatro Necessario Circo - Centro Nazionale di Produzione di Circo Contemporaneo, Parma
    Sostegni alla produzione Comune di Marsiglia - programma “action spectacle vivant”
    Theater Laboratory Sfumato, Sofia // Officine CAOS, Torino // Centro di Residenza della Toscana (Armunia Castiglioncello –CapoTrave/Kilowatt), Sansepolcro // Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti, Parma

    Residenze artistiche Ville de Billom, Billom // Théâtre de Cuisine – Friche la Belle de Mai, Marsiglia // Le CIAM – Centre International des Arts en Mouvement, Aix-en-Provence // Ax-Animation, Ax Les Thermes// Pôle Jeune Public, Le Revest Les Eaux // Archaos, Pôle National Cirque, Marsiglia // Les Karnavires, Mimet// Carrozzerie | n.o.t, Roma // FAP – Fondazione Aurelio Petroni, San Cipriano Picentino // Circuito CLAPS, Brescia

    Premi di produzione
    Progetto vincitore del concorso “Odiolestate 2018”, Carrozzerie | n.o.t, Roma
    Menzione speciale al festival “Tendenza Clown 2019”, Milano
    Spettacolo finalista In Box Blu 2024
    Selezione “L’Italia dei Visionari 2024” – Kilowatt Festival

    Lo spettacolo fa parte di UNTERNEHMEN dans la culture 2021, programma d’accompagnamento per le giovani imprese culturali promosso da Ministère de la culture français, Relais Culture Europe e Institutfrançais d’Allemagne

The Barnard Loop è uno spettacolo visivo, senza parole, che fonde teatro surreale, magia e clown.
Uno strano personaggio ci trascina in una notte di insonnia in cui la realtà vacilla.
Una caffettiera che versa caffè senza esaurirsi mai, una pianta che prende vita e ci consola, un letto dove appaiono gli oggetti più inaspettati…qui tutto sembra possibile e nulla funziona davvero come dovrebbe.
Chi meglio di un clown può sognare senza sapere di farlo?
Un viaggio divertente, poetico e assurdo, al confine tra realtà e illusione.

NOTE DI REGIA
Abbiamo ideato lo spettacolo The Barnard Loop, convinti che il teatro possa essere un luogo di incontro intergenerazionale, popolare, di qualità ed esigente; un luogo magico, intimo e universale allo stesso tempo.
The Barnard Loop racconta l’assurdità delle nostre paure attraverso una notte insonne sempre più surreale.
È uno spettacolo onirico senza parole, con diversi livelli di lettura: non esiste alcuna distinzione tra bambini e adulti, ognuno può trovare il proprio percorso all’interno di questa storia e condividerlo o meno con il proprio vicino. La forza visiva e plastica dello spettacolo ci trasporta verso la poesia, la magia e il riso. The Barnard Loop è anche uno spettacolo multidisciplinare in cui il clown, la magia, il teatro fisico, la creazione sonora e il gioco delle maschere ci conducono sempre più verso un universo a sé stante, un universo che ci accompagna a riconnetterci con i nostri sogni e le nostre paure.
I sogni sono stati il mio rifugio prediletto per anni e avrei voluto scambiarli con la realtà. Il sogno è il luogo ideale dove tutto può accadere e dove tutto appare perfettamente coerente malgrado il tempo scorra in modo insolito, la materia sia mutevole, gli spazi siano infiniti, le dimensioni siano casuali e le capacità umane improbabili… È in questo spazio che si esprimono desideri, ossessioni, angosce e paure. I sogni sono dei contenitori perfetti per delle storie magiche, surrealiste e sorprendenti. Un materiale vivo e teatrale con cui si può giocare all’infinito.
Come dunque trasportare il pubblico in una dimensione di sogno?
Lo spettacolo è costruito come un sistema di scatole cinesi, che dà l’impressione che la creazione attraverso il sogno sia un processo potenzialmente infinito. La sfida è quella di partire da un’illusione consenziente, quella in cui si gioca a carte scoperte, si “dice” al pubblico che si sta giocando e gli si chiede di stringere un patto con te per poi a poco a poco portare il pubblico totalmente in un’altra dimensione, la dimensione intima e totalizzante del nostro immaginario. Uno spazio dove possano abitare di nuovo il mistero e la meraviglia.
Alessandra Ventrella

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