Dal 24 marzo Al 29 marzo

Una riga nera al piano di sopra. Monologo per alluvioni al contrario

di e con Matilde Vigna
Calendario
  • Crediti:

    UNA RIGA NERA AL PIANO DI SOPRA
    Monologo per alluvioni al contrario

    di e con Matilde Vigna

    aiuto regia Anna Zanetti
    dramaturg Greta Cappelletti
    progetto sonoro Alessio Foglia
    disegno luci Alice Colla
    costumi Lucia Menegazzo
    voce registrata Marco Sgarbi
    direttore tecnico Massimo Gianaroli
    fonico Manuela Alabastro
    elettricista Sergio Taddei
    oggetto di scena realizzato nel Laboratorio di ERT
    scenografa decoratrice Ludovica Sitti
    foto di scena e ritratti Mario Zanaria

    produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale

    si ringraziano Bruno De Franceschi, Massimo Vigna, Anna Paola Fioravanti, Adriana Malaspina, Luciano Trambaiolli e tutti coloro che ci hanno raccontato la loro storia

    Spettacolo candidato ai Premi UBU 2022 come Nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica

  • Durata Spettacolo: 60 minuti

La storia dell’alluvione del Polesine del 1951 abbraccia la storia di una donna adulta, che tra separazioni, cambiamenti, traslochi, mutui, ci racconta di un’alluvione al contrario, piena di case, oggetti, possibilità di scelta.
Autunno 1951: piove. La piena del Po rompe gli argini e il Polesine diventa un enorme lago di 70 chilometri quadrati. Si fugge senza poter scegliere cosa portare, si fugge per poter tornare, si torna per ricominciare.
Autunno 2021: piove. Una donna è alle prese con l’ennesimo trasloco, scandaglia le stanze, e decide di portare via tutto. Tutto quello che ha.
Il monologo intreccia le due storie, la tragedia naturale e la tragedia personale: perdita, smarrimento, fuga delle proprie case da un lato – separazioni, traslochi, mutui dall’altro. Due storie che arrivano a fondersi insieme, una riflessione sullo sradicamento volontario e involontario, sui grandi e piccoli eventi che cambiano le nostre vite che si apre alla domanda: Sarebbe mai possibile per noi perdere veramente tutto? Una riflessione sulla perdita, sul possesso, su quello che resta.

Il progetto sonoro di Alessio Foglia crea l’ambiente in cui Matilde Vigna colloca le sue parole. Nella scena spogliata il suono ci accompagna, ci traghetta tra passato e presente, diventa presenza, luogo, evento. Il rumore della piena, l’eco dell’alluvione, il silenzio che resta. Fare i conti con il caos, con quello che non possiamo calcolare, con la paura di perdere tutto – è questo il centro tematico di una riga nera al piano di sopra, affrontato attraverso un lavoro di studio approfondito dell’alluvione del Polesine del 1951, attraverso le parole di chi ha vissuto il disastro allora e l’ironia di una donna di oggi, che guarda al proprio disastro precario, personale e generazionale, cercando nuove possibili strade.

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